COMUNICATO STAMPA

La proposta di riforma dell’ordinamento delle professioni di montagna all’esame del Parlamento, che punta alla costituzione di un ordine professionale, è in contrasto con le direttive europee sulla libera concorrenza e l’accesso al mercato. Berchicchi (Assoguide): «A rischio la libertà di esercizio di migliaia di professionisti dell’escursionismo culturale. Chiediamo da tempo una legge che regolamenti la professione ma non è questa la strada giusta».

Roma, 22 febbraio 2024. Le quattro associazioni professionali maggiormente rappresentative delle Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) a livello nazionale – AIGAE, LAGAP, ASSOGUIDE, AGAE – esprimono forte preoccupazione sul tenore della riforma della Legge 2 gennaio 1989, n. 6, in materia di ordinamento delle professioni di montagna, attualmente all’esame del Parlamento.

La nuova figura di “Guida Escursionistica di Montagna” prevista dal disegno di legge metterebbe ingiustificatamente a rischio le qualità professionali e l’accesso all’attività di oltre 7.500 Guide Ambientali Escursionistiche, che da ormai 30 anni operano su tutto il territorio nazionale. Per discutere di questi temi le associazioni si riuniranno a Roma il 28 febbraio per definire insieme una contro-proposta costruttiva per la riforma in atto.

La proposta di legge in esame, attribuendo il profilo professionale delle GAE alla “Guida Escursionistica di Montagna” realizza, di fatto, la costituzione di un ordine professionale per le GAE così ponendosi in contrasto con le direttive europee sulla libera concorrenza e l’accesso al mercato, già recepite in Italia.

L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha già da tempo chiarito che la previsione dell’obbligo di iscrizione in un Collegio professionale per l’esercizio della professione di Guida Alpina (quindi a maggior ragione per le Guide Escursionistiche) è una misura eccessiva ed anticoncorrenziale.

Già oggi le GAE accompagnano in sicurezza milioni di persone in ogni tipo di ambiente (mare, pianura, collina, montagna, vulcani), senza alcuna limitazione territoriale, geografica od altimetrica e presidiano professionalmente i territori in cui lavorano contribuendo in modo determinante a frenare lo spopolamento della montagna e dei luoghi minori. La professione di GAE ha un profilo professionale consolidato ed è oggi inserita tra le professioni “non organizzate in ordini e collegi” ex lege n. 4/2013.

«La preoccupazione – spiega Luca Berchicci, presidente di Assoguide – è che venga attuata una inopportuna frammentazione della professione e che, dopo tanti anni di formazione continua e di esperienza nell’accompagnamento degli escursionisti, le guide debbano ripartire da zero per poter accedere ad una abilitazione e ad un Collegio professionale che ha poca attinenza con il loro lavoro. Le nostre guide infatti lavorano in ogni tipo di ambiente, dunque hanno un campo d’azione molto più vasto di quello della sola “montagna”, ed offrono esperienze di turismo escursionistico “lento” che sono molto lontane da quelle tecnico-sportivo che caratterizzano l’alpinismo e gli attuali accompagnatori di media montagna. Il disegno di legge quindi rischia di compromettere la libertà di esercizio della professione di GAE, garantita dai principi europei a tutela della concorrenza e di danneggiare la vita professionale di migliaia di professionisti dell’escursionismo culturale. Chiediamo da tempo una legge che regolamenti la professione ma non è questa la strada giusta».

CONTATTI: Referente stampa Marino Caringella comunicazione@assoguide.org