Il Ministero del Turismo ha avviato un confronto con le associazioni di categoria per discutere una possibile norma nazionale dedicata alla figura dell’accompagnatore turistico. L’obiettivo era definire, almeno in parte, profilo e competenze di una professione che oggi non dispone di una disciplina nazionale. Così il 4 marzo scorso ha convocato una riunione online a cui erano presenti le principali associazioni di categoria che rappresentano accompagnatori e guide turistiche.

La proposta presentata dall’ufficio legislativo del Ministero rappresentava una tutela minima, certamente non esaustiva, ma che avrebbe potuto costituire un primo passo concreto e raggiungibile verso il riconoscimento della professione. In un contesto normativo frammentato e incerto, anche un intervento limitato avrebbe comunque significato introdurre un riferimento nazionale oggi del tutto assente.

Il quadro politico e istituzionale rende tuttavia il tempo a disposizione molto limitato, l’avvicinarsi delle prossime scadenze elettorali comporta infatti il rischio concreto che l’iter legislativo si interrompa, rendendo necessario ripartire da capo con un nuovo governo. A fronte di questo non c’è tempo per un processo legislativo che preveda passaggi complessi, incluse consultazioni a livello europeo, e la proposta dall’ufficio legislativo del Ministero del Turismo di una norma semplice e immediatamente approvabile appariva, realisticamente, l’unica strada percorribile nel breve periodo.

Nonostante questo scenario, tutte le associazioni di accompagnatori e guide turistiche presenti, ad eccezione di AssoGuide, hanno scelto direspingere la proposta del Ministero e di rifiutare il dialogo sulla linea presentata. Questa scelta rischia condannare gli accompagnatori turistici a non avere una legge nazionale per molto tempo ancora, con il rischio sia quello di ripercorrere tutte le assurde vicende vissute con la legge sulle guide turistiche (con tanto di una legge modificata pochi mesi dopo la sua pubblicazione).

Pensavamo che con la recente sentenza della Sentenza della Corte Costituzionale relativa alla legge della Regione Toscana sulle professioni turistiche si fosse compreso che tutte le leggi regionali sono a rischio. La pronuncia è stata chiara nello spiegare che senza una legge nazionale le leggi regionali non valgono, al punto che le già adesso alcune regioni che ancora facevano corsi abilitanti stanno passando a un sistema in cui i corsi non daranno più abilitazione. Negare che la situazione già oggi sia critica è negare l’evidenza, e oggi la categoria degli accompagnatori turistici opera in un quadro normativo estremamente incerto.

È per questo motivo che la posizione di AssoGuide è stata chiara fin dall’inizio: per poter perseguire il reale interesse degli associati e della professione è necessario cercare di ottenere il massimo possibile nelle condizioni attuali e nel rispetto della legislazione vigente, e chiedere ciò che il Ministero aveva dichiarato esplicitamente di non poter realizzare, rischia di lasciare i professionisti senza alcuna forma di tutela.

In un momento storico complesso, una tutela minima sarebbe stata comunque un punto di partenza. Rinunciarvi significa, con ogni probabilità, rimandare ancora per anni il riconoscimento della figura dell’accompagnatore turistico a livello nazionale.